08/01/2026 VENEZIA – Omicidio di Mira. E’ Riccardo Salvagno, 40enne agente della polizia locale di Venezia, l’uomo accusato di aver ucciso il barman 25enne Sergiu Tarna. || E’ Riccardo Salvagno, classe 1985, originario di Chioggia, finora incensurato il presunto assassino di Sergiu Tarna, il barman 25enne ucciso con un colpo secco di pistola alla tempia, la notte tra il 30 e 31 dicembre scorso, poco dopo le 2 del mattino.I carabinieri, che in questi giorni hanno setacciato ogni centimetro della campagna in cui era stato trovato il corpo, tra Mira e Malcontenta, anche attraverso l’utilizzo di droni speciali, visionando le immagini delle telecamere di videosorveglianza, pubbliche e private, e ascoltando familiari, datori di lavoro e amici, l’hanno arrestato il 6 gennaio a casa del padre. Salvagno era espatriato in Spagna subito dopo l’omicidio, ma dopo pochi giorni è rientrato in Italia.Era stata mobilitata anche la polizia estera ma di fatto, poi, l’intervento non è stato necessario visto il rientro autonomo del 40enne nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. Il padre è andato a prenderlo in aeroporto ma al ritorno Salvagno si è fatto lasciare nei campi a Malcontenta, poco distante da casa, e si sarebbe nascosto in un casolare ma è durato poco. Ora si trova nel carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia. Gli investigatori, però, sono certi che ci sia almeno un altro complice, come ha evidenziato il procuratore vicario.L’arma del delitto non è ancora stata trovata. In possesso di Salvagno ci sarebbero due pistole: in casa ne è stata trovata una, regolarmente detenuta ma non utilizzata, quindi è quella che ha ucciso Tarna. La seconda, che al momento non si trova, cosi come la radio in dotazione al vigile, è invece quella d’ordinanza. Massimo riserbo sul movente.Oltre alla pista della droga, spaccio, un debito, spunterebbe un’altra ipotesi: quella legata a questioni sentimentali. I due avevano delle frequentazioni comuni e potrebbero essere entrati in competizione per una donna. In agosto Salvagno, aveva anche avuto un momento di fragilità, tanto da raccontare ai colleghi di avere pensato al suicidio. – Intervistati STEFANO ANCILOTTO (PROCURATORE GENERALE VICARIO VENEZIA), GEN. MARCO AQUILIO (COMANDANTE PROVINCIALE CARABINIERI) (Servizio di Ilaria Marchiori)


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