07/01/2026 LIDO DI VENEZIA – Sono giorni di angoscia e speranza per la famiglia del cooperante veneziano, ancora in prigione a Caracas, in attesa di notizie dal Venezuela.Intanto domani la mobilitazione per chiedere la liberazione di Alberto fa tappa ancora a Mestre. || “Chiediamo a tutti di rispettare la consegna del silenzio indicata da Palazzo Chigi ed evitare qualunque strumentalizzazione perché ogni parola sbagliata può compromettere la liberazione di Alberto. Ringraziamo tutti per la comprensione e la solidarietà”. Attraverso una nota dell’avvocato Alessandra Ballerini la famiglia Trentini chiede rispetto e silenzio specificando che sono giornate di angoscia e speranza nell’auspicio di poter al più presto riabbracciare il cooperante veneziano, originario del Lido di Venezia e detenuto da oltre un anno, in Venezuela dal 15 novembre 2024 senza alcuna accusa formale.  Intanto la mobilitazione continua. Dai centri sociali ai coordinamenti studenteschi; dal Laboratorio Pandora al Partito Democratico. Giovedì alle 18, in via Palazzo, la mobilitazione chiederà democrazia e un intervento urgente per riportare a casa il cooperante del Lido imprigionato a Caracas. Il coordinatore nazionale di “Articolo 21”, Giuseppe Giulietti, giornalista veneziano, è sempre al fianco della famiglia. Prudenza silenzio e preghiera per i genitori di Alberto che, nel giorno dell’Epifania, come ogni domenica hanno partecipato con dignità e discrezione alla santa messa in cui si è pregato anche per la liberazione di Alberto. – Intervistati GIUSEPPE GIULIETTI (GIORNALISTA COORDINATORE NAZIONALE ARTICOLO 21) (Servizio di Lorenzo Mayer)


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