03/01/2026 VENEZIA – Rischio rappresaglie, cresce l’apprensione per Alberto Trentini e per la comunità italiana e veneta in Venezuela, dopo l’attacco degli Stati Uniti. Il presidente Maduro catturato. Il ministro degli Esteri Tajani: «Massima attenzione» || Sono le 2 di notte in Venezuela le 7 in Italia quando una pioggia di bombe irrompe su Caracas. E’ il raid aereo con cui gli Usa, per volere del Presidente Donald Trump, sconvolgono lo scenario internazionale e mettono a segno la cattura di Nicolas Maduro e della moglie, che lo stesso Trump poi annuncia fuori dal Venezuela e in volo verso New York. In Venezuela risiede la terza comunità italiana dell’America Latina, con 160 mila nostri connazionali residenti, tra i quali molti veneti e anche il cooperante veneziano Alberto Trentini, da oltre un anno purtroppo prigioniero nel carcere di El Rodeo senza alcuna accusa formale.Così al telefono l’ambasciatore italiano in Venezuela il veronese Giovanni Umberto De Vito. Trentini resta in carcere, come tutti gli altri prigionieri politici. Ma il vicepremier Antonio Tajani, ministro degli esteri, ha garantito la massima attenzione per i nostri connazionali e è al lavoro con tutta la Farnesina. Anche il presidente del Veneto Alberto Stefani ha parlato al telefono con il ministro Tajani e ha espresso l’auspicio che al più presto Alberto possa ricongiungersi con la sua famiglia e la sua terra. “Lo aspettiamo” – ha detto. – Intervistati GIOVANNI UMBERTO DE VITO AMBASCIATORE ITALIANO IN VENEZUELA (Al telefono), GIUSEPPE GIULIETTI (GIORNALISTA COORDINATORE NAZIONALE ASSOCIAZIONE ARTICOLO 21), ALESSANDRO SCARPA MARTA (CONSIGLIERE COMUNALE DELEGATO DEL SINDACO ALLE ISOLE) (Servizio di Lorenzo Mayer)
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