29/12/2025 TREVISO – Inaugurata oggi nella casetta delle associazioni di via Scarpa “la stanza di Simo”, un luogo che accoglierà tutte le persone con disagi emotivi legati alla depressione che vorranno cercare sostegno || Quattro anni fa Simone Scremin, un ragazzo di 27 anni, decideva di abbandonare questo mondo vittima di una depressione che non gli ha lasciato scampo. Da quel giorno i suoi genitori Ivan e Nelli e gli amici più stretti non hanno mai smesso di pensare che quella tragedia dovesse trasformarsi in un’opportunità di aiutare chi soffre senza giudizi o stigma. E’ nata così l’associazione “Il filo di Simo”, che oggi diventa anche una stanza, all’interno dell’Ulss2, a disposizione di chi senta il bisogno di apririsi per non lasciarsi travolgere dalla disperazione. L’associazione offre sostegno attraverso una rete di professionisti preparati e rispettosiIn Italia la stima è di 4mila suicidi conclamati all’anno, e di altri 4mila tenuti nascosti, nel 2030 la prima causa di morte tra i giovanissimi sarà proprio il suicidio, eppure lo stigma resta ancora elevatoA Treviso sono oltre 700 i giovanissimi tra i 9 e 14 anni con depressione conclamata, nel veneto sono 38mila, numeri che fanno spavento e che confermano che di queste associazioni c’è estremo bisognoSimone con gli amici non parlava del suo problema, voleva invece essere quello che aiutava sempre tutti, racconta la mamma, un aìuto che oggi arriverà pienamente a chi lo vorrà – Intervistati NELLI DONINI (Associazione “Il filo di Simo”), IVAN SCREMIN (Associazione “Il filo di Simo”), FRANCESCO BENAZZI (Direttore Ulss2 Treviso) (Servizio di Elena Dal Forno)
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