29/11/2025 BELLUNO – E’ di nuovo bufera sulla gestione del Nevegal.Niente via libera alla seconda scuola sci e nuovo rinvio per la sciovia delle Erte: due decisioni che agitano la città e l’intera stagione invernale. Sullo sfondo, resta sempre il nodo dell’acqua per l’innevamento artificiale. Intanto Dolomiti Skiline respinge le critiche e parla di informazioni parziali. || È un vero terremoto sul Nevegal.Non ci sarà una seconda scuola sci e la sciovia delle Erte, impianto strategico per la parte alta del comprensorio, è di nuovo in sospeso. La Conferenza dei servizi del 20 novembre ha chiuso i lavori con una sorta di sospensiva: Dolomiti Skiline avrà tempo fino al 17 dicembre per integrare la documentazione del progetto, ancora incompleto. Mancano l’autorizzazione paesaggistica e la disponibilità dei terreni, che risultano di uso civico. Nel frattempo i cannoni non si accendono perché, nonostante le basse temperature degli ultimi giorni, l’innevamento programmato non è partito poiché la richiesta per l’uso della tubazione del SIB è arrivata a metà novembre e servono tempi tecnici per l’autorizzazione. La Provincia ha detto no anche alla nuova scuola sci “Scuola Italiana Belluno A.t.p.”, fondata da Devis Biena e Lorenzo Pajardi. Nove maestri non bastano: la legge regionale ne richiede dodici. E secondo gli uffici provinciali alcuni dei nomi presentati lavorano già in altre scuole, altri non hanno il titolo valido per la stagione o hanno scelto di operare altrove. Documentazione incompleta, mancanza dei requisiti e nessuna possibilità di deroga: la richiesta è stata respinta. La tensione è alta, e il clima in città lo conferma.Dolomiti Skiline, che guida il progetto “We Love Nevegal”, replica parlando di “verità parziali” e “allarmismi ingiustificati”. La società rivendica gli investimenti fatti sul colle, respinge le accuse di ritardi sull’acqua, definisce non gravi le integrazioni richieste per la sciovia delle Erte e annuncia che impugnerà il diniego provinciale sulla scuola sci. Chiede alla politica “chiarezza” sul futuro del comprensorio e denuncia pressioni, esposti anonimi e un clima ostile che, dice, “mette a rischio lo sviluppo del colle”. Ora c’è attesa per la prossima Conferenza dei servizi convocata per il 17 dicembre: solo allora si capirà se almeno il progetto delle Erte riuscirà a sbloccarsi. (Servizio di Tiziana Bolognani)


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