04/03/2021 BELLUNO – Domenica si apre la stagione della pesca ma non ci saranno festeggiamenti a causa dei motivi sanitari connessi alle norme anti Covid. Lo scorso anno la sospensione della pesca per 2 mesi ha inciso sul settore per quasi 100 mila euro. || Le regole restano sostanzialmente quelle degli anni scorsi anche perchè l’attività della pesca è compatibile con la situazione emergenziale legata al Covid. I quasi 6 mila pescatori associati ai 12 bacini di pesca bellunesi fremono per poter tornare a contatto con la natura: l’appuntamento sarà per tutti l’alba di domenica prossima. Un’attività che non incide sulla conservazione della specie.Prelibata e tipica delle zone di montagna è la trota marmorata. Veneto Agricoltura ha chiesto alla Provincia una fornitura per una immissione di esemplari di trota marmorata nel tratto del Piave che scorre in pianura. E’ per questo motivo che le acque bellunesi sono ambite e richieste anche da pescatori stranieri: si calcola che la loro presenza superi le 100 mila unità ogni stagione. Il che fa bene al settore costretto a subire i danni prima causati dalla tempesta Vaia che ha avuto un grosso impatto sulla fauna ittica in Agordino, nella parte alta della provincia e nelle parte centrale del Piave) poi dalla pandemia che ha sospeso la pesca per due mesi lo scorso anno causando minori introiti per circa 100 mila euro. L’amministrazione provinciale quest’anno ha investito su una guida agile, un libretto informativo a scopo divulgativo per l’esercizio della pesca sportiva. – Intervistati FRANCO DE BON (CONSIGLIERE DELEGATO PROVINCIA DI BELLUNO) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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