26/02/2021 LIDO DI VENEZIA – L’avvocato veneziano Paolo Seno, a nome di un gruppo di cittadini e associazioni, ha annunciato che, qualora si concludesse l’affare dell’ex ospedale al mare al Lido di Venezia è pronto un esposto alla Corte dei Conti regionale. L’investimento torna nella bufera. || I lavori per la trasformazione dell’ex ospedale al mare al Lido di Venezia devono ancora iniziare, ma dietro l’angolo c’è già la “spada di damocle” di un ricorso alla Corte dei Conti. Ad annunciarlo l’avvocato veneziano Paolo Seno, portavoce di un gruppo di cittadini e associazioni del territorio, qualora si perfezionasse l’accordo tra Cassa Depositi e prestiti, proprietaria dell’area, e i due gruppi Th Resort e Club Med, i due operatori chiamati poi a gestire i due grandi alberghi. “Non si può fare – dice Seno – sono soldi pubblici”.”Se effettivamente l’accordo sarà sottoscritto – rincara il legale – sarà mia cura interessare la sezione regionale della Corte dei Conti. Cassa Depositi e Prestiti utilizza soldi pubblici e non per niente è soggetta al controllo della Corte dei Conti. Ricordiamo anche che l’azionista di riferimento è il Ministero dell’Economia e delle Finanze. E’ assurdo sostenere che si utilizzano i soldi dei risparmiatori, sono comunque sempre garantiti dallo Stato”.Cassa Depositi e Prestiti, dal canto suo, ha ribadito la bontà dell’operazione ma questo non è ancora bastato, per il momento, a placare gli animi e le proteste. L’accordo prevederebbe un contratto f’affitto di 30 anni con Th Resort (Partecipata al 45 per cento da Cassa Depositi e Prestiti) e Club Med per gestire i due alberghi ad un canone di affitto di circa 8 milioni di euro l’anno.) – Intervistati PAOLO SENO (LEGALE PROMOTORE ESPOSTO) (Servizio di Lorenzo Mayer)


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