20/02/2021 CASTELLO DI GODEGO – Omicidio-suicidio a Castello di Godego. Un papà ha ucciso il figlioletto di due anni e mezzo e si è tolto la vita. Non avrebbe retto alla diagnosi di autismo fatta al piccolo. || Ha ucciso il suo bambino di due anni e mezzo, poi si è tolto la vita. Il fratello che lo aspettava per pranzo è andato a cercarlo a casa, insieme al padre. Facendo la sconvolgente scoperta. In un istante la comunità di Castello di Godego è piombata nell’incubo più atroce. Un suo figlio, il 43enne Egidio Battaglia, ha soffocato il piccolo Massimiliano mentre la moglie Adriana Garganic era al lavoro. Poi, nel bagno dell’appartamento in piazza Città di Boves, si è suicidato, colpendosi con un coltello al petto e alla gola. Non avrebbe retto alla diagnosi di autismo fatta al bambino, come lo stesso Battaglia avrebbe spiegato in una lettera lasciata, insieme alle sue ultime volontà, sul tavolo della cucina. Shock, incredulità, silenzio, a malapena qualche parola pronunciata con un filo di voce.Il fratello Stefano e il padre Fortunato hanno cercato di entrare dalla porta di casa, ma all’interno c’era la chiave. Servendosi di una scala, sono saliti fino al terrazzo e da lì nell’appartamento dove ormai tutto si era già compiuto. La moglie di Egidio, dipendente di una cooperativa che distribuisce i pasti all’ospedale di Castelfranco, era al lavoro. Avvisata e arrivata sul posto, è stata colpita da un malore e portata via con l’ambulanza. Battaglia lavorava per una ditta di macchine impastratrici, la Pavan di Galliera Veneta. Non ci sarebbero stati probnlemi economici, quindi. Un’unione felice, una famiglia serena, fino alla scoperta della sindrome del piccolo Massimiliano, che ha fatto crollare il mondo del 43enne, al punto da togliere la vita al piccolo e accoltellarsi a morte. Sul posto i carabinieri, che per lunghe ore hanno effettuato i rilievi sul posto coordinati dal sostituto procuratore Mara De Donà. Dei fiori bianchi lasciati per Massimiliano dalla mamma di un amichetto con cui giocava al parco, quindi l’uscita delle salme dall’abitazione, sotto gli occhi attoniti dei presenti. (Servizio di Lina Paronetto)


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