20/02/2021 MONSELICE – Tra i presenti anche Graziano Ruzza, cinquantatreenne padovano di Agna, il primo paziente uscito guarito dalla terapia intensiva dell’ospedale di Schiavonia. || Un banale mal di gola e per Graziano Ruzza si apre l’incubo Covid. A Schiavonia lui è entrato il 10 marzo. Non si sentiva bene. Il medico di base capisce e chiama il 118. Una lastra e la diagnosi è immediata: polmonite bilaterale. Graziano Ruzza, 53 anni di Agna, sta bene: è solo un po’ sovrappeso e iperteso. Prima i medici lo aiutano a respirare con il casco, poi la scelta della terapia intensiva dove resterà sedato per 18 giorni. Lui è il primo paziente a farcela e a essere dimesso, una giornata che ben ricorda come gli applausi di tutti, medici, infermieri, operatori del reparto. Tutti insieme, tutti commossi anche il primario Fabio Baratto. Di Covid si puà guarire, il Covid non si deve sfidare racconta Graziano Ruzza che invita tutti a fare attenzione, a rispettare le regole. «I medici mi hanno guarito, sono stato graziato ma il Covid non perdona per questo vi dico state attenti». – Intervistati GRAZIANO RUZZA (Paziente guarito) (Servizio di Chiara Gaiani)


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