03/04/2025 TREVISO – Al Museo di Santa Caterina di Treviso, il vuoto lasciato da La Maddalena giacente di Canova si fa simbolo di un’attesa carica di significato. Nella mostra oltre 100 opere raccontano il legame eterno tra Cristo e Maria Maddalena, in un viaggio attraverso arte, spiritualità ed emozione. || Al Museo di Santa Caterina di Treviso avrebbe dovuto brillare il capolavoro di Antonio Canova, La Maddalena giacente svenuta, richiesta già nell’ottobre 2024 per far parte della mostra “La Maddalena e la Croce. Amore Sublime”. Tuttavia, al posto della celebre opera, campeggia una provocatoria sagoma, evocativa delle scene del crimine, simbolo di un’assenza che si fa sentire. L’esposizione, in programma da sabato al 13 luglio, raccoglie oltre 100 opere che esplorano il legame profondo e universale tra Cristo e Maria Maddalena, attraverso la lente di alcuni dei più grandi artisti della storia. Con speranza, il sindaco di Treviso, Mario Conte, apre l’esposizione con un appello, per ottenere l’opera.Da Giambellino a Guercino, dalla Maddalena di Schiavoni, che riflette il Cristo negli occhi pieni di lacrime, ogni opera è un tassello di una narrazione che ha affascinato generazioni di artisti. Un percorso espositivo che si sviluppa in dodici sezioni, conducendo il pubblico alla scoperta dell’evoluzione iconografica di Maria Maddalena: una figura oscillante tra sensualità e purezza, tra errore e redenzione, che diventa simbolo universale di speranza e trasformazione.Tra dipinti, sculture e preziosi manufatti, la mostra va ben oltre il sacro. Dove Maria Maddalena, protagonista assoluta, incarna emozioni senza tempo. – Intervistati MARIO CONTE (Sindaco di Treviso), FABRIZIO MALACHIN (Dir Musei Civici di Treviso
) (Servizio di Nicola Marcato)
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