01/03/2025 QUINTO DI TREVISO – A Quinto con una delegazione di atleti cileni, Paulina Vicencio, karateka, incarcerata e poi esiliata dopo il golpe che mise fine al governo di Salvador Allende, ha raccontato in diretta la sua esperienza, ammonendo a difendere la democrazia nel mondo. || Tutelare la democrazia, unico strumento per generare un benessere collettivo. Ospite a “Prima edizione”, Paulina Vicencio, karateka cilena, incarcerata per oltre 5 mesi dopo il golpe di Augusto Pinochet, nel 1973, commenta con queste parole la politica del presidente americano Donald Trump. Accolta a Quinto di Treviso insieme a una delegazione di connazionale per l’Hearth Cup, competizione di karate in programma l’8 e il 9 marzo a Ponzano Veneto, Paulina si dice preoccupata per la democrazia nel mondo. Aveva 24 anni quando finì in carcere, Paulina: una manovra dell’ex marito per portarle via le figlie, con cui è stato poi impossibile riallacciare un rapporto. Storia raccontata nel suo libro “Un dolore inesauribile”, di cui parlerà giovedì prossimo agli alunni dell’istituto comprensivo di Quinto, insieme al successivo esilio, prima in Argentina, poi in Svezia. Con il karate e la nuova famiglia, si è ricostruita una seconda vita. Grazie a Comune di Quinto e la società di karate presieduta da Emanuele Marcon, è qui con altri 13 connazionali, molti dei quali non avevano mai lasciato il Cile. – Intervistati PAULINA VICENCIO (Istruttore Karate Traditional Chiguayante), VERONICA MORA GALLEGOS (Direttore tecnico Karate Traditional Chiguayante) (Servizio di Lina Paronetto)
Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l’utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.