27/02/2025 VENEZIA – Sono più di 76 mila le firme per chiedere la liberazione immediata del cooperante italiano quarantacinquenne originario del Lido di Venezia. L’attenzione sulla vicenda è sempre massima. || Ci sarebbe una prova certa, inviata alla Farnesina circa un mese fa, sul fatto che Alberto Trentini, pur detenuto in carcere in condizioni durissime e privato dei suoi diritti fondamentali, sia in discrete condizioni di salute . In che cosa consista questa prova, però, nessuno si sbilancia, ma l’avvocato Alessandra Ballerini, che assiste la famiglia Trentini, ne è certa. Superati i 100 giorni di detenzione, nel carcere in Venezuela, per il cooperante italiano quarantacinquenne originario del Lido di Venezia. L’attenzione sulla vicenda resta alta: la petizione on line sulla piattaforma www.charge.org è arrivata a quota 76.899 firme. Che qualcosa potrebbe muoversi, lo si percepisce anche dal fatto che, in questo momento, nemmeno il portavoce della famiglia e degli amici, Luca Tiozzo, può parlare. Presto potrebbe partire anche un digiuno a staffetta per chiedere la liberazione di Trentini. E’ stato messo on line un collage di foto e volti, e c’è anche una nuova canzone secondo atto di “Alberto libero”. Il delegato del sindaco alle isole, Alessandro Scarpa Marta, lanci un appello a far lavorare le diplomazie. – Intervistati ALESSANDRO SCARPA MARTA (Consigliere comunale di Venezia) (Servizio di Lorenzo Mayer)
Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l’utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.videoid(fuL4omEHat0)finevideoid-categoria(a3venezia)finecategoria