10/02/2021 VICENZA – Oggi in tutta Italia è stato celebrato il Giorno del Ricordo. A Vicenza sono state deposte delle corone d’alloro al Cimitero Maggiore in onore dei Martiri delle Foibe. || Annientati, perseguitati, cacciati, uccisi. Storia di donne, di uomini, di bambini. Storia di italiani che dovettero abbandonare la casa dei loro padri. La follia della pulizia etnica degli slavi comunisti, la tragedia degli istriani, dei fiumani e dei dalmati riecheggiano ancora: i loro passi sotto i cieli dell’infanzia, su una terra diventata improvvisamente gelida, straniera, nemica: una terra che ha inghiottito migliaia di vite innocenti, gettate in buchi profondi, chiamati foibe. E poi il dramma dei sopravvissuti, fuggiti. L’esodo verso un’Italia che non li ha accolti, che non li ha soccorsi. Oggi, nella giornata del ricordo, di quella storia di dolore restano immagini sbiadite, ma la memoria è limpida, accesa, vivida. E per non spegnerla mai più, in tutta Italia si tengono cerimonie come questa, a Vicenza, dove il sindaco ha deposto una corona d’alloro ed ha reso gli onori ai Martiri di una delle pagine più buie della storia contemporanea.Convegni, lapidi, pietre d’inciampo: Vicenza sta lavorando molto sulla memoria della tragedia della Shoah e sui martiri delle Foibe. Storie che devono resistere alla dimenticanza, che devono rappresentare un mònito: che non accadano più eccidi, che nessuno sia più costretto a perdere la propria casa, la propria terra, la propria vita.I martiri delle foibe non appartengono a foto ingiallite, ad un orrore lontano: la loro storia abita ancora nel nostro presente. Così come l’esodo dei sopravvissuti, che scelsero di essere italiani, e per questo furono costretti a fuggire verso un abisso di incertezza. – Intervistati FRANCESCO RUCCO (Sindaco di Vicenza), CORIOLANO FAGARAZZI (Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia – Comitato di Vicenza) (Servizio di Carlo Alberto Inghilleri)


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