04/02/2021 VENEZIA – Incredibile vicenda per la Basilica di San Marco: ora che ci sarebbero tutti i permessi e le autorizzazioni per realizzare delle barriere provvisorie e rimovibili per salvare la Cattedrale dall’invasione dell’acqua alta sono “spariti” i soldi. Dunque i lavori non possono nemmeno ora partire. Nella commissione comunale cultura del Comune, l’ennesimo appello a fare presto del Primo Procuratore di San Marco Tessarin. Anche in questi giorni la Basilica è andata sotto. || Ci sono voluti mesi di intensi preparativi per avere tutti i permessi e le autorizzazioni. Un’opera di operosa diplomatica pazienza. Ora che tutto è in ordine sono “spariti” dei soldi. La Corte dei Conti ha congelato un pacchetto di circa 800 milioni di euro, all’interno dei quali c’è anche una parte “minima” se rapportata al volume economico complessivo, ma necessaria per finanziare i lavori di difesa della Basilica di San Marco.L’urgenza a provvedere è stata ribadita, per l’ennesima volta, dal Primo Procuratore di San Marco Carlo Alberto Tesserin alla commissione cultura di Ca’ Farsetti. “Purtroppo – ha spiegato quasi sconsolato Tesserin – abbiamo dovuto constatare che oggi che sarebbero stati pronti tutti i permessi per realizzare le opere per mettere in sicurezza la Basilica, le risorse finanziarie sono sparite. Per la Basilica è necessario un finanziamento di tre milioni di euro, che però era contenuto in un capitolo di spesa molto più ampio che è stato bloccato dalla Corte dei Conti per ragioni che non sta a noi giudicare. Così facendo però la prova dei fatti evidente è che la Basilica è ogni giorno allagata dall’alta marea, con una frequenza, quasi quotidiana, che mai si era registrata in passata. La Cattedrale resta all’asciutto solo quando per quote di marea dai 130 centimetri in su, vengono sollevate le paratoie del Mose”. – Intervistati CARLO ALBERTO TESSERIN (PRIMO PROCURATORE DI SAN MARCO) (Servizio di Lorenzo Mayer)


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