04/02/2021 BELLUNO – Sono complessivamente una ventina, fino ad ora, gli operatori delle case di riposo bellunesi che hanno rifiutato di sottoporsi al vaccino anti Covid.Nelle strutture c’è preoccupazione. || La campagna vaccinale per gli operatori socio sanitari in servizio nelle case di riposo del bellunese è stata accolta come una sorta di liberazione per chi ha vissuto le pesanti conseguenze del contagio. Solo una ventina di operatori socio assistenziali hanno scelto di non sottoporsi alla vaccinazione: tra loro c’è preoccupazione e per molti non si tratta di un rifiuto ideologico. Fatto sta che il loro no pesa sulle società che hanno in gestione le rsa.Sono al momento 7 gli operatori non vaccinati alla Gaggia Lante di Belluno, 10 a Lamon e 2 ad Agordo. Paolo Santesso, amministratore della Sersa che gestisce la Gaggia Lante, è categorico: “Il legislatore deve provvedere quanto prima a introdurre l’obbligatorietà del vaccino, almeno per il personale impegnato nell’assistenza alle persone più fragili”. Il sindacato ha cercato di consigliare tutti gli iscritti al buon senso alla luce delle situazioni di vera e propria emergenza registrate nelle case di riposo sia nella prima ondata del contagio che nella seconda. C’è da dire che nonostante la situazione il vaccino non è obbligatorio e perciò le aziende non possono licenziare nè sospendere dal lavoro chi decide di non farlo. – Intervistati ANDREA FIOCCO FP CGIL BELLUNO (AL TELEFONO) (Servizio di Tiziana Bolognani)


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