27/01/2021 VO – Da Vo’ al mondo un invito a rinascere senza spaccature nel giorno della memoria. La sobria cerimonia, nel rispetto delle regole anticontagio, davanti alla lapide posta su Villa Contarini Giovanelli Venier, tra i primi campi di concentramento italiano nel 1943, adesso Museo della Shoah. || Cancelli aperti nella Villa Contarini Giovanelli Venier nel centro di Vo’ Vecchio. Il sindaco Giuliano Martini con gli alpini del gruppo di Teolo e i rappresentanti dell’associazione combattenti e reduci fa memoria a poco meno di un anno dalla scoppio della pandemia. Questi cancelli dal 3 dicembre 1943 si chiusero per 71 ebrei di Padova e della Bassa, bambini, donne, uomini, intere famiglie, 47 dei quali 21 maschi e 26 femmine vennero trasferiti il 17 luglio del 1944 prima alla risiera di San Sabba a Trieste poi ad Auschwitz. Di lì tornarono solo tre donne, la più giovane aveva 17 anni. La villa nella sua altezza conserva scolpiti gli otto mesi di prigionia di questi padovani, ebrei, guardati a vista da carcerieri italiani. Parla di storia e di memoria Giuliano Martini, attuale sindaco di Vo’, orfano degli studenti delle scuole del territorio presenti in questa giornata, circondato dalle poche persone che il coronavirus consente di avere accanto. «Questa è una villa che svetta alta a Vo’ Vecchio che vuole essere un monito per le future generazioni ma anche un segno di speranza – spiega il sindaco Martini – perché questa pandemia ci chiede di reagire e rispettare le norme. Ancora una volta possiamo dire che tutto dipende da noi, il nostro futuro dipende da noi». Donne e uomini che ci consegnano una storia di morte perché ognuno di noi possa superare le spaccature e impegnarsi a ricostruire e rinascere dopo questi lunghi mesi di isolamento e dolore. – Intervistati GIULIANO MARTINI (Sindaco di Vo’) (Servizio di Chiara Gaiani)


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