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VEDELAGO | ‘GIUSTIZIERI’ DEI PEDOFILI, L’ACCUSA CHIEDE 13 ANNI

11/04/2024 VEDELAGO – Sequestro di Vedelago. In aula questa mattina i giustizieri dei pedofili. L’accusa chiede 6 anni e 6 mesi per il 19 enne e 6 anni e 8 mesi per il 20 enne. Gli avvocati: «sono ragazzi fragili che vivono una situazione patologica e di disagio» || Quasi tre ore, in aula per la discussione in rito abbreviato del processo a carico dei due ragazzi di 19 e 20 anni accusati di rapina aggravata, sequestro di persona, indebito utilizzo di strumenti di pagamento e porto di oggetti atti ad offendere. Ragazzi, che tra il 2022 e il 2023 hanno agito nella zona compresa fra Vedelago e Campigo, trasformandosi in giustizieri dei pedofili. Ispirati al documentario americano “To catch a Predator”, in cui persone pedofile venivano incastrate da una troupe di giornalisti utilizzando come trappola una tecnica molto simile a quella ideata dai ragazzi. 8 i casi contestati ai giovani. L’ultimo è quello avvenuto in casolare di Vedelago, dove un 50 enne della castellana è stato sequestrato, legato e stordito con l’uso di un taser e rapinato. Quella sera i ragazzi, tra loro un minorenne. erano stati arrestati. L’accusa ha chiesto 6 anni e 8 mesi per il 20enne e 6anni e 6 mesi per il 19 enne. “Ci troviamo di fronte da una parte a due giovani fragili, spiega l’avvocato Nicoletta Gasbarro, legale del 19 enne, uno con delle psicopatologie e dall’altra abbiamo degli adulti di 45, 50 anni, per tanti il fatto va contestualizzato”. I ragazzi si erano inseriti in una chat per omosessuali e dichiaravano di avere 13 anni. Poi poi venivano contattati da uomini, dai 40 ai 60 anni. Iniziava così l’approccio. “Auspico che le autorità possano intervenire a tutelare i giovani, afferma l’avvocato Elisa Berton legale del 20 enne, che spesso non hanno gli strumenti e le capacità di utilizzare i social media su cui non c’è alcuni controllo anagrafico”. 6 delle vittime hanno rimesso la querela per sequestro di persona dopo essere state risarcite. I reati di rapina aggravata, indebito utilizzo di strumenti di pagamento e porto di oggetti atti ad offendere sono invece procedibili d’ufficio. Il giudice si è riservata e mercoledì ci sarà la sentenza. – Intervistati Avv. NICOLETTA GASBARRO (Difensore 19enne), Avv. ELISA BERTON (Difensore 20enne) (Servizio di Daniela Sitzia)


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