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SPRESIANO | MORTO IN CAVA, MOSOLE VERSO IL PROCESSO: «SONO SERENO, FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA»

27/03/2024 SPRESIANO – Verso il processo per la morte di un operaio alla cava di Lovadina di Spresiano l’imprenditore Remo Mosole e i due figli. Lui dice: «Sono sereno, la giustizia faccia il suo corso». || «Ho pianto per quel ragazzo, ma rispetto a un eventuale processo sono sereno». La Procura della Repubblica di Treviso si appresta a chiedere il processo per l’imprenditore Remo Mosole e per i due figli Mara e Rudi, in seguito alla morte sul lavoro, il 16 gennaio del 2023, del 31enne Andrei Perepujini, operaio di origini moldave, padre di una bambina di 5 anni, rimasto schiacciato da un cumulo di ghiaia nella cava Le Bandie di Lovadina. La perizia tecnica della difesa ricostruisce una diversa dinamica dei fatti rispetto a quella del consulente del sostituto procuratore Massimo De Bortoli, che detiene il fascicolo sul caso: l’ipotesi dei difensori dei Mosole è che il 31enne abbia compiuto una leggerezza. Lì, ha più volte ripetuto il patron Remo, Andrei non si doveva trovare.Era stato lo stesso Mosole, scavando con le mani insieme agli altri dipendenti, a trovare il 31enne ormai morto, incastrato in una delle bocchette. Al consulente della Procura, il pubblico ministero, che continua a ravvisare invece delle responsabilità in carico al cda dell’azienda, ha chiesto delle controdeduzioni, per poi procedere con la richiesta di rinvio a giudizio. La famiglia, risarcita, non intende costituirsi parte civile: la moglie del 31enne lavorava come cameriera al vicino hotel Thai Si. – Intervistati REMO MOSOLE – IMPRENDITORE (Al telefono) (Servizio di Lina Paronetto)


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