TREVISO – Il grido delle imprese del terziario, dalla ristorazione al turismo. Nella Marca una bomba sociale innescata: servono indennizzi, non ristori. E vanno sganciati dalla logica delle zone colorate || Dalla ristorazione al commercio, dal turismo ai servizi: lo scenario da incubo per il terziario è concreto, concretissimo. Se il 2021 potrebbe essere forse l’anno di svolta nella lotta sanitaria al virus, la guerra economica deve essere ancora combattuta. Eppure, ribadisce il presidente di Ascom Confcommercio Treviso Federico Capraro, il governo doveva e poteva muoversi meglio. E si può ancora fare: ristori subito? Sì, ma più che ristori devono essere indennizzi legittimi corrispondenti al fatturato perduto, e soprattutto va cambiato un sistema sbagliato: bisogna sganciare gli indennizzi dalla logica delle zone a fasce colorate. Perchè la realtà è più complessa, con il paradosso di categorie che in zona gialla non lavorano e altre che in zona rossa lavorano. Perchè non si è fatto prima? Forse mancano le risorse, sottolinea Ascom, o forse la volontà politica. In ogni caso la ripresa economica vera potrà iniziare solo dopo che il virus sarà, se non sconfitto, almeno contenuto. Con la sola arma al momento disponibile, il vaccino – Intervistati FEDERICO CAPRARO (Pres. Ascom-Confcommercio Treviso) (Servizio di Nicola Zanetti)


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